
[What better way to make an honest mistake
Than a televised hand of fate
When the world closes in on you
A decision would be overdue
Now nothing is left out of hand
A stranger jaded man stands
And the world is ending, then we toast to it
I'm stronger now, but not without the right formula for
You taught me how, how to play the fool
Every mistake that I make
I couldn't have made without you
What's said is done, and plain to see
Here's all you get from me
Here's all you get from me]
Settembre è il mese migliore dell’anno.

[are you angry? are you searching for a better way to live? are you waiting? have you been waiting too long? what holds us back and how to burn the bridges of a culture that taught us to hate and fear and live like cogs in a machine and not like lovers friends and kin.
how can i help but feel depressed, get up in the morning and get dressed, look out the window through rush hour smog ... smoke and drink the world away 'cause what the politicians say won't answer any of my questions like ...
why am i angry? what am i searching for? is there a better way to live? why am i hopeless? have i been waiting too long to strike back against this state of affairs?]
Che fatica, sempre.

[Are you scared to smile? I know it is trivial, but somehow essentia]
Caffè, birra e poi ancora caffè.

[ogni rumore risuona lontano alle mie orecchie spaccate
persino il fischiare del vento mi sembra un ricordo inghiottito dal grigio
posso palparne lo spessore,saggiare il suo sapore
mastice
sulla mia pelle,tra le dita agli occhi solo mastice,dentro me]
L’evoluzione è andata in corto circuito. La solenne corsa a diventare il più lampante esempio di pochezza, superficialità e prepotenza ideologica è diventata la priorità dell’essere umano. E più parli, più cerchi di giustificare il tuo essere profondo quanto basta per rendersi conto di chi, di cosa, ti circondi vieni sepolto da prediche da parte di chi non ha altro che la propria lista di oggetti-obiettivi per mantenere uno status quo istituzionale nel mondo dell’aridità interiore. Ieri mi si diceva aristocrazia e orgoglio della condizione di proletario piccolo piccolo, io rispondo malessere esistenziale tinto da una nota di piacere nell’essere un loser con anima e cuore da canzone di Springsteen, dove non puoi fare a meno di immaginartelo mentre fuma con le mani in tasca appoggiato a una vecchia Buick in mezzo al nulla del New Jersey. Se avessi la possibilità di stare zitto, di non ribattere a tutto ciò che mi circonda forse vivrei più sereno, invece sono costretto, da me stesso per di più, a combattere, a dar di scherma parola su parola e ciò che sento non è vittoria, è una bocca piena di mastice. Più tento di aprirla più mi fa sbattere i denti uno contro l’altro. Fa niente.
[Ri]cominciare?

[Sta in una mano il resto di una vita,
come poche monete..
Continuo a non capire il suo significato
e a ricordare cosa non sono mai stato.]